ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA

                                      ASSISTENZA EDUCATIVA DOMICILIARE

Ambito Territoriale Sociale Lecce



CARTA DEI SERVIZI

SOGGETTO GESTORE: Cooperativa Sociale Raggio di Sole Onlus con sede in Lecce alla via Parini 4/a C.F./P.IVA 03972300754 REA 258663

LUOGO DI REALIZZAZIONE DEL SERVIZIO: Ambito Territoriale Sociale di Lecce (Lecce, Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, San Donato di Lecce, San Pietro in Lama, Surbo).

Utenza destinataria del servizio: I destinatari del servizio sono i nuclei familiari facenti parte l’ Ambito Territoriale di Lecce  e che si trovino in situazione di disagio socio relazionale dove sono presenti uno o più minori che presentano un disagio o sono a rischio di devianza sociale e/o di emarginazione. Il Servizio si colloca nella rete territoriale dei servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi con la finalità di promuovere il benessere psico-fisico del minore, attraverso interventi di tipo preventivo e/o di sostegno nei confronti di nuclei familiari con minori in situazione di disagio socio-educativo, relazionale e culturale. Il Servizio è svolto prevalentemente presso il domicilio di famiglie in situazione di disagio socio-relazionale dove sono presenti uno o più minori che presentano un disagio o sono a rischio di devianza sociale e/o di emarginazione.  Il servizio può essere attivato laddove esistano situazioni familiari per le quali sia ipotizzabile l’attivazione di un processo di cambiamento


Tipologia delle prestazioni

Il servizio di educativa domiciliare si basa su dei  percorsi educativi e strategie psico-sociali ben definite che mirano, attraverso l’accompagnamento, l’esempio e la condivisione di compiti ed esperienze, ad:

  • attivare un processo di crescita autonoma nei minori attraverso il fare e l’accompagnamento al fare, l’esempio e la condivisione delle esperienze, lo stimolo all’osservazione e la riflessione;

  • favorire un clima di fiducia e collaborazione, al fine di coinvolgere la famiglia nel progetto educativo attraverso l’utilizzo di risorse sociali, educative, culturali, sportive, ricreative del territorio, finalizzate all’integrazione;

  • aumentare le capacità relazionali del minore in modo da permettere un più efficace stile di comunicazione;

  • garantire un riferimento educativo significativo per il minore quando questo viene a mancare per situazioni familiari, di grave criticità, imputabili a differenti cause.


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OBIETTIVI

Obiettivo generale del servizio di ADE è quello di sollecitare processi di cambiamento del sistema familiare orientati all’acquisizione di autonomia delle figure genitoriali nell’espletamento del compito educativo, con l’affiancamento di personale specializzato. Il Servizio, a forte valenza preventiva, in una logica di integrazione con i servizi socio-sanitari ed educativi, attraverso l’elaborazione di progetti individualizzati mira a:

  • tutelare, accompagnare, promuovere le risorse personali del minore;

  • supportare e rafforzare le funzioni genitoriali;

  • facilitare il riconoscimento dei bisogni/problemi dei minori da parte dei familiari;

  • riattivare e sviluppare la comunicazione e le relazioni interpersonali;

  • promuovere le capacità genitoriali e l’assunzione delle responsabilità di cura e educative, salvaguardando o recuperando quanto più possibile la qualità del rapporto genitori-figli;

  • prevenire il ricorso all’istituzionalizzazione e/o facilitare il rientro dei minori in famiglia.

Nello specifico il Servizio di Educativa Domiciliare per Minori si propone obiettivi mirati in favore di minori e famiglie e del più ampio territorio. Nello specifico:

Obiettivi nei confronti di famiglie e minori:

  • aiutare e sostenere la famiglia ad assumere il proprio ruolo educativo attraverso processi di responsabilizzazione finalizzati al mantenimento del minore nella propria famiglia ed evitare o ridurre il conseguente rischio di allontanamento;

  • incrementare, educare e sostenere ogni componente il nucleo familiare nell’acquisizione, nel riconoscimento e nel mantenimento di adeguate competenze atte al raggiungimento di un’adeguata autonomia;

  • valorizzare le risorse del nucleo familiare coinvolgendo tutti i suoi membri nella ricerca delle modalità di superamento delle difficoltà;

  • aiutare il nucleo familiare ad utilizzare adeguate modalità di comunicazione che consentano di migliorare le relazioni interpersonali, prevenendo possibili situazioni di abuso e/o maltrattamento;

  • favorire il processo d’integrazione della famiglia e del minore nel contesto sociale e nel gruppo dei pari attraverso la costruzione di una rete di legami tra nucleo familiare ed ambiente;

  • creare occasioni di crescita culturale e sociale, focalizzando l’azione sulla condivisione degli spazi e del tempo al fine di un’ottimizzazione condivisa dell’esperienza domestica;

  • garantire un ambiente igienicamente idoneo all’abitabilità del minore e del nucleo familiare;

  • prevenire e/o contrastare il disagio e/o l’abbandono scolastico e la povertà.


OBIETTIVI NEI CONFRONTI DEL TERRITORIO:

  • sensibilizzare la rete naturale e quella informale alla collaborazione nelle situazioni di disagio vissute dai minori;

  • promuovere la rete dei servizi socio-educativi e consolidarla nei confronti della famiglia;

  • incrementare l’offerta assistenziale ed educativa, contrastando il disagio e l’emarginazione;

  • offrire al territorio opportunità di crescita socio-culturale, attraverso l’integrazione delle fasce di popolazione meno abbienti;

  • contrastare fenomeni di violenza ed aggressività, dettati da deficit culturali e situazioni di disagio;

  • garantire pari dignità ad ogni abitante del territorio dell’Ambito di Lecce;

  • arginare il fenomeno della dispersione scolastica dovuta a deprivazione socio-culturale.


Modalità organizzative per l’attivazione del servizio

Gli interventi dell’educatore si svolgono in interazione con gli altri servizi all’interno del progetto complessivo rivolto al nucleo familiare del minore. Il servizio ADE si svolge nei giorni feriali, prevalentemente nelle ore pomeridiane, presso il domicilio dell’utente o presso le strutture educative e socializzanti del territorio. Il monte ore settimanale delle prestazioni viene stabilito in rapporto alle esigenze stabilite nel PEI di ogni beneficiario, per un massimo di 6 ore settimanali per ciascun nucleo familiare.

Per l’attività di coordinamento dovranno essere dedicate al massimo 12 ore alla settimana.




Per l’attivazione dei singoli interventi è utilizzata la seguente metodologia:

  • Il Servizio Sociale comunale territorialmente competente (Servizio segnalante e inviante), autonomamente ovvero congiuntamente ai CC.FF. ovvero ad alti servizi specialistici a carattere socio-psico-pedagogico e/o sociosanitario (Servizi segnalanti) avanza all’Ambito Territoriale Sociale di Lecce formale richiesta di attivazione dell’intervento, completa di idonea modulistica, per le valutazioni di competenza dell’Ufficio di Piano circa la fattibilità dell’Intervento. Una volta acquisita la richiesta di attivazione del Progetto, l’Ambito Territoriale Sociale di Lecce, per il tramite del Servizio Sociale Professionale, istruisce l’istanza, verifica la completezza e la correttezza della documentazione e la disponibilità di ore, comunicando al Servizio sociale comunale inviante l’esito dell’istruttoria e/o la necessità di prevedere eventuali integrazioni e/o modifiche della documentazione presentata in ragione delle verifiche sopra specificate;

  • a seguito dell’accoglimento della domanda, il Servizio Sociale Professionale di Ambito espleta tutte le procedure per l’avvio del servizio, trasmettendo la richiesta di attivazione al Coordinatore ADE completa di idonea documentazione per la presa in carico complessiva;

  • acquisita la comunicazione di attivazione dell’intervento, il Coordinatore ADE organizza un incontro per l’avvio dell’intervento al quale partecipano:

    • il servizio Sociale comunale territorialmente competente e, se del caso, eventuali altri servizi segnalanti;

    • l’educatore incaricato;

    • il nucleo familiare.

Scopo dell’incontro è quello di definire gli aspetti operativi in relazione agli obiettivi prefissati e alle modalità organizzative e temporali. Gli operatori titolari del caso presentano l’educatore alla famiglia, condividendo con la stessa gli obiettivi dell’intervento e le modalità attuative. A tale scopo, anche al fine di co-responsabilizzare la famiglia sul progetto, sarà predisposta una scheda di presenze dell’educatore sottoscritta da un componente della stessa.

Sono previsti incontri periodici di verifica sui singoli casi tra i servizi segnalanti e il Coordinatore della Cooperativa, con la partecipazione degli operatori titolari del caso e dell’educatore.

Il Coordinatore relazionerà mensilmente sull’andamento del servizio, dando tempestiva comunicazione al Servizio Sociale Professionale di Ambito di qualsiasi variazione riguardante l’andamento dei singoli progetti (sospensione, conclusione riattivazione, rimodulazione etc.). Alla chiusura dell'intervento il Coordinatore elabora una relazione conclusiva da inviare al Servizio Sociale Professionale di Ambito e agli operatori titolari del caso, completa del dettaglio delle attività svolte nell’ambito di ciascun Progetto individualizzato, dalla data di attivazione a quella di conclusione, nel rispetto delle indicazioni fornite dal Servizio Sociale Professionale di Ambito.

All’Ambito Territoriale Sociale, tramite il Servizio Sociale Professionale, compete la direzione generale del progetto, il coordinamento complessivo e la verifica circa il corretto raggiungimento degli obiettivi.

Coordinatore responsabile: DOTT.SSA SONIA BIANCO (PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTICA, MEDIATORE FAMILIARE)

Orari di apertura del servizio Dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle ore 19,00

INFO E CONTATTI: numero dedicato: 393/9104839      mail:   raggiodisolelecce@libero.it       sito: www.raggiodisolelecce.it

ULTERIORI ATTIVITA’ PREVISTE:

Attività estive (escursioni e campo scuola)

Attività ludico ricreative (piscina, palestra e partecipazione ad eventi e feste)

Attività culturali (visite guidate, accessi a cinema , teatro e rassegne)

Sostegno e supporto agli insegnanti

Servizio di mediazione linguistico culturale

Servizio di mediazione familiare

Inserimento e formazione in percorsi formativi

Attività di ascolto e sostegno alla famiglia

Banca dati.



Modalità d’informazione diretta sui servizi

Rapporti periodici gestore committente

Info e collaborazione tra il coordinamento e le assistenti sociali dei comuni dell’ambito e dei referenti singoli casi

Rapporti istituzionali con l’autorità giudiziaria

Modalità d’informazione secondaria

Sito internet www.raggiodisolelecce.it

Brochure esplicative

Indicatori di efficienza ed efficacia

In via preliminare: Schede anamnestiche componenti nucleo familiare

strumenti di rilevazione: Scheda di riunione di equipe

Scheda relazione periodica

Scheda colloqui

Valutazione diario giornaliero degli operatori

Schede verbali di incontri e verifica con le istituzioni

Strumenti di monitoraggio

Sistema informatico per la gestione e monitoraggio del servizio

Gestione Operatore - Dati anagrafici & Contrattuali

Gestione Utente - Dati anagrafici & Servizi offerti

Gestione Committenti - Dati anagrafici

Gestione Commessa - Dati anagrafici

Moduli Monitoraggio Andamento Servizi – Lettura Dati Aggregati

Strumenti di Rilevazione del grado di soddisfazione dell’utenza:

Questionario di gradimento

Interviste

Suggerimento degli utenti e Reclami


REGOLAMENTO

SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (ADE)

DEFINIZIONE

Il Servizio di Educativa Domiciliare per Minori (ADE) dell'Ambito Territoriale Sociale di Lecce si colloca nella rete territoriale dei servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi con la finalità di promuovere il benessere psico-fisico del minore, attraverso interventi di tipo preventivo e/o di sostegno nei confronti di nuclei familiari con minori in situazione di disagio socio-educativo, relazionale e culturale. Il Servizio è svolto prevalentemente presso il domicilio di famiglie in situazione di disagio socio-relazionale dove sono presenti uno o più minori che presentano un disagio o sono a rischio di devianza sociale e/o di emarginazione. Il servizio può essere attivato laddove esistano situazioni familiari per le quali sia ipotizzabile l’attivazione di un processo di cambiamento.

FINALITA’

La finalità degli interventi ADE è quello di sollecitare processi di cambiamento del sistema familiare orientati all’acquisizione di autonomia delle figure genitoriali nell’espletamento del compito educativo, con l’affiancamento di personale specializzato. Il Servizio, a forte valenza preventiva, in una logica di integrazione con i servizi socio-sanitari ed educativi, attraverso l’elaborazione di progetti individualizzati mira a:

  • tutelare, accompagnare, promuovere le risorse personali del minore;

  • supportare e rafforzare le funzioni genitoriali;

  • facilitare il riconoscimento dei bisogni/problemi dei minori da parte dei familiari;

  • riattivare e sviluppare la comunicazione e le relazioni interpersonali;

  • promuovere le capacità genitoriali e l’assunzione delle responsabilità di cura e educative, salvaguardando o recuperando quanto più possibile la qualità del rapporto genitori-figli;

  • prevenire il ricorso all’istituzionalizzazione e/o facilitare il rientro dei minori in famiglia.



Queste finalità, inoltre, si realizzano in favore di minori e famiglie e del più ampio territorio. Nello specifico si perseguono i seguenti obiettivi specifici:

  • aiutare e sostenere la famiglia ad assumere il proprio ruolo educativo attraverso processi di responsabilizzazione finalizzati al mantenimento del minore nella propria famiglia ed evitare o ridurre il conseguente rischio di allontanamento;

  • incrementare, educare e sostenere ogni componente il nucleo familiare nell’acquisizione, nel riconoscimento e nel mantenimento di adeguate competenze atte al raggiungimento di un’adeguata autonomia;

  • valorizzare le risorse del nucleo familiare coinvolgendo tutti i suoi membri nella ricerca delle modalità di superamento delle difficoltà;

  • aiutare il nucleo familiare ad utilizzare adeguate modalità di comunicazione che consentano di migliorare le relazioni interpersonali, prevenendo possibili situazioni di abuso e/o maltrattamento;

  • favorire il processo d’integrazione della famiglia e del minore nel contesto sociale e nel gruppo dei pari attraverso la costruzione di una rete di legami tra nucleo familiare ed ambiente;

  • creare occasioni di crescita culturale e sociale, focalizzando l’azione sulla condivisione degli spazi e del tempo al fine di un’ottimizzazione condivisa dell’esperienza domestica;

  • garantire un ambiente igienicamente idoneo all’abitabilità del minore e del nucleo familiare;

  • prevenire e/o contrastare il disagio e/o l’abbandono scolastico e la povertà.

NEI CONFRONTI DEL TERRITORIO si mira a :

  • sensibilizzare la rete naturale e quella informale alla collaborazione nelle situazioni di disagio vissute dai minori;

  • promuovere la rete dei servizi socio-educativi e consolidarla nei confronti della famiglia;

  • incrementare l’offerta assistenziale ed educativa, contrastando il disagio e l’emarginazione;

  • offrire al territorio opportunità di crescita socio-culturale, attraverso l’integrazione delle fasce di popolazione meno abbienti;

  • contrastare fenomeni di violenza ed aggressività, dettati da deficit culturali e situazioni di disagio;

  • garantire pari dignità ad ogni abitante del territorio dell’Ambito di Lecce;

  • arginare il fenomeno della dispersione scolastica dovuta a deprivazione socio-culturale.

DESTINATARI

I destinatari del servizio sono i nuclei familiari in situazione di disagio socio relazionale dove sono presenti uno o più minori che presentano un disagio o sono a rischio di devianza sociale e/o di emarginazione. A titolo meramente esemplificativo:

  • famiglie con particolare disagio socio-culturale ed ambientale;

  • famiglie prive di sostegno socio-educativo;

  • famiglie, con minori, multiproblematiche anche sottoposti a provvedimenti dell’A.G.;

  • famiglie conflittuali;

  • famiglie che presentano gravi problematiche sociali quali: detenzione di un componente della famiglia, alcolismo, tossicodipendenza, patologie psichiatriche ed altro;

  • famiglie monoparentali con particolari difficoltà;

  • famiglie e minori deistituzionalizzati;

  • famiglie in cui siano presenti elementi di rischio di maltrattamenti ed abusi;

  • famiglie caratterizzate da inadeguatezza del ruolo genitoriale.


Gli interventi dell’educatore si svolgono in interazione con gli altri servizi all’interno del progetto complessivo rivolto al nucleo familiare del minore. Il servizio ADE si svolge nei giorni feriali, prevalentemente nelle ore pomeridiane, presso il domicilio dell’utente o presso le strutture educative e socializzanti del territorio. Il monte ore settimanale delle prestazioni viene stabilito in rapporto alle esigenze stabilite nel PEI di ogni beneficiario, per un massimo di 6 ore settimanali per ciascun nucleo familiare.

Per l’attività di coordinamento dovranno essere dedicate al massimo 12 ore alla settimana.

MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Per l’attivazione dei singoli interventi è utilizzata la seguente metodologia:

  • Il Servizio Sociale comunale territorialmente competente (Servizio segnalante e inviante), autonomamente ovvero congiuntamente ai CC.FF. ovvero ad alti servizi specialistici a carattere socio-psico-pedagogico e/o sociosanitario (Servizi segnalanti) avanza all’Ambito Territoriale Sociale di Lecce formale richiesta di attivazione dell’intervento, completa di idonea modulistica, per le valutazioni di competenza dell’Ufficio di Piano circa la fattibilità dell’Intervento. Una volta acquisita la richiesta di attivazione del Progetto, l’Ambito Territoriale Sociale di Lecce, per il tramite del Servizio Sociale Professionale, istruisce l’istanza, verifica la completezza e la correttezza della documentazione e la disponibilità di ore, comunicando al Servizio sociale comunale inviante l’esito dell’istruttoria e/o la necessità di prevedere eventuali integrazioni e/o modifiche della documentazione presentata in ragione delle verifiche sopra specificate;

  • a seguito dell’accoglimento della domanda, il Servizio Sociale Professionale di Ambito espleta tutte le procedure per l’avvio del servizio, trasmettendo la richiesta di attivazione al Coordinatore ADE completa di idonea documentazione per la presa in carico complessiva;

  • acquisita la comunicazione di attivazione dell’intervento, il Coordinatore ADE organizza un incontro per l’avvio dell’intervento al quale partecipano:

    • il servizio Sociale comunale territorialmente competente e, se del caso, eventuali altri servizi segnalanti;

    • l’educatore incaricato;

    • il nucleo familiare.

Scopo dell’incontro è quello di definire gli aspetti operativi in relazione agli obiettivi prefissati e alle modalità organizzative e temporali. Gli operatori titolari del caso presentano l’educatore alla famiglia, condividendo con la stessa gli obiettivi dell’intervento e le modalità attuative. A tale scopo, anche al fine di co-responsabilizzare la famiglia sul progetto, sarà predisposta una scheda di presenze dell’educatore sottoscritta da un componente della stessa.

Sono previsti incontri periodici di verifica sui singoli casi tra i servizi segnalanti e il Coordinatore della Cooperativa, con la partecipazione degli operatori titolari del caso e dell’educatore.

Il Coordinatore relazionerà mensilmente sull’andamento del servizio, dando tempestiva comunicazione al Servizio Sociale Professionale di Ambito di qualsiasi variazione riguardante l’andamento dei singoli progetti (sospensione, conclusione riattivazione, rimodulazione etc.). Alla chiusura dell'intervento il Coordinatore elabora una relazione conclusiva da inviare al Servizio Sociale Professionale di Ambito e agli operatori titolari del caso, completa del dettaglio delle attività svolte nell’ambito di ciascun Progetto individualizzato, dalla data di attivazione a quella di conclusione, nel rispetto delle indicazioni fornite dal Servizio Sociale Professionale di Ambito.

All’Ambito Territoriale Sociale, tramite il Servizio Sociale Professionale, compete la direzione generale del progetto, il coordinamento complessivo e la verifica circa il corretto raggiungimento degli obiettivi.

Modalità operative: le fasi dell'intervento

Fase 1 presa in carico

Le procedure di “presa in carico” mirano a far sì che l’utente, le istituzioni sociali e sanitarie coinvolte, l’équipe di coordinamento attivino un’attenta osservazione e una conoscenza reciproca tale da permettere una scelta consapevole e una valutazione precisa della capacità da parte del servizio di soddisfare i bisogni dei singoli ed i bisogni dei componenti la famiglia. La presa in carico è l’inizio del più strutturato percorso che mira alla creazione e definizione delle modalità operative; è la fase in cui si apre la cartella sociale dell’utente con la raccolta dei bisogni e con cui si da inizio alla raccolta dati, agli incontri e colloqui propedeutici della progettazione individualizzata. La presa in carico include la costituzione del gruppo di lavoro con cui  si possono ritenere iniziate le procedure per l’attivazione del servizio.

Fase 2: l’osservazione

Un lavoro con nuclei familiari multiproblematici o a rischio di marginalità non può prescindere da un’attenta osservazione del comportamento sia in situazioni libere che strutturate, da cui iniziare a comprendere il grado di compromissione relazionale e comunicativa e i punti di forza sui cui costruire l’intervento. In questo contesto, l’osservazione rimane la linea conduttrice delle attività poiché strumento  presente sia all’inizio dell’intervento, sia durante lo stesso, sia ai fini della valutazione finale, permettendo in questo modo anche una corretta flessibilità e/o innovazione delle azioni proposte.


Fase 3: Valutazione e strumenti valutativi, operativi e di azione

Un’accurata valutazione è il punto di partenza di qualsiasi intervento educativo, formativo e di tutela. Per questo motivo, già nella realizzazione progettuale, vengono definiti ed utilizzati strumenti che, grazie ad una rapida e facile compilazione, favoriscono l’individuazione di caratteristiche specifiche da parte dei soggetti sui quali si pratica l’intervento. Strumenti naturalmente diversificati a seconda del servizio ma che favoriscono l’individuazione degli obiettivi di intervento e delineano le strategie d’azione migliori.

Elementi Valutativi

  • Profilo e quadro generale di partenza

  • Raccolta dati

  • Risorse attive o attivabili

  • Scala di valutazione

  • Griglia di osservazione

  • Iter operativo

  • Decisione di reale problematicità e percorso di intervento

  • Costruzione gruppo di riferimento rete-educativa

  • Analisi comportamento

Azioni

  • Gestione del problema

  • Strategie di intervento positivo

  • Lavoro di sviluppo dei contesti

Fase 4: Erogazione del Servizio: il Piano d’intervento personalizzato (minori e famiglie)

L’osservazione, la valutazione e gli ulteriori colloqui consentono di individuare gli obiettivi principali

e le modalità di ogni singolo intervento. L’équipe di coordinamento provvede ad individuare per quanto concerne il Servizio ADE il possibile abbinamento operatore-utente, in ragione delle specifiche competenze dell'operatore rispetto alla situazione problematica su cui si rende necessario agire. Gli operatori incaricati ricevono dall’équipe tutte le delucidazioni sul caso, partecipano agli incontri programmatici e si formano/informano attraverso incontri e comunicazioni costanti.

Essi garantiscono le  prestazioni previste nel PEI che afferiscono a tre macro aree di intervento:

  • sfera educativa;

  • sfera di socializzazione e animazione;

  • sfera dell'espressività

Fase 5: Confronto,condivisione e sinergia operativa con le istituzioni

L'obiettivo prioritario del Servizio ADE, rappresentato dalla volontà di garantire prestazioni mirate capaci di incidere significativamente sul sistema-famiglia, perseguendo obiettivi di aiuto e cambiamento, passa necessariamente attraverso la cooperazione dei vari soggetti istituzionali operanti nelle rispettive aree di competenza, senza soluzione di continuità. Nell’attuazione del progetto individuale, il servizio sociale e gli altri servizi coinvolti, operano in rete, concordando la definizione di obiettivi comuni, la sinergia delle azioni mediante l’attivazione di un flusso d’informazione costante, la revisione delle esperienze e la valutazione dei risultati e del processo anche attraverso appositi protocolli operativi e la tenuta e l’aggiornamento dei dati necessari ad evitare  possibili sovrapposizioni degli interventi.

Fase 6: Il coinvolgimento del territorio

La nostra progettazione prevede la costituzione di una rete che migliori e incentivi la gestione delle attività. Tale strumento aggregativo permette di:

  • avvicinare l’utenza attraverso rapporti di fiducia già instaurati;

  • conoscere meglio le problematiche emerse e non nel territorio;

  • confrontare al meglio le attività migliori e le prospettive di risoluzione;

  • aumentare il fattore protettivo della famiglia e di coloro che vivono situazioni di pericolo;

  • aumentare la cultura di cittadinanza attiva e partecipata;

  • alimentare il senso di appartenenza al territorio inteso come responsabilità civica e morale.

Fase 7:Attività di Coordinamento e verifica

Le attività riguardano esplicitamente la continua organizzazione ed il monitoraggio del servizio attraverso strumenti di rilevazione collaudati, meglio descritti successivamente.




Fase  8 :Riprogettazione in itinere degli interventi

L’équipe di coordinamento, si impegna a garantire la massima flessibilità legata a problematiche oggettive di partecipazione dell’utenza ma, anche, alla riprogrammazione di interventi educativi e/o di sostegno conseguenti alla ridefinizione degli obiettivi e degli strumenti necessari.

Fase 9: Formazione del Personale

La formazione sarà curata da professionalità esterne ed interne alla Cooperativa e verterà su:

  • Aggiornamento assetti procedurali;

  • Acquisizione delle competenze;

  • Standard Qualitativo offerto;

  • Privacy e protezione dati;

  • Progettualità realizzate;

  • comunicazione coordinamento e operatori.

Fase 10: Il monitoraggio: Tutte le azioni del progetto saranno monitorate e la garanzia della sorveglianza verrà data dagli strumenti che qualificano il lavoro degli operatori. Ogni singola azione progettuale sarà attenzionata attraverso un lavoro di verifica ex ante, in itinere ed ex post.




Fase 11: Chiusura caso

La chiusura del progetto, foriera potenzialmente di ‘successi’ e di ‘insuccessi’, mantiene  una complessità peculiare ovvero nella misura in cui un progetto viene proposto al sistema familiare sarebbe irrealistico e, di più, lesivo della relazione educativa concepire tale relazione come totalizzante e risolutiva di tutte le problematiche delle famiglie stesse. Pertanto, l’azione deve avere carattere transitorio e definirsi in contesti temporali brevi, ricercando continuamente forme di autodeterminazione per l’autonomia familiare.

Prestazioni

Le attività  specifiche del Servizio ADE, sono attuate, in rapporto alle Modalità organizzative e alle diverse Fasi operative, In particolare, il Servizio offre e garantisce:

  • Interventi atti a favorire processi di responsabilizzazione dei ruoli attraverso:

  • supporto pedagogico;

  • sostegno psicologico e relazionale alle singole figure genitoriali e ai minori;

  • interventi che consentano alla famiglia di utilizzare adeguate modalità di comunicazione;

  • tutoraggio;

  • interventi che promuovono l’integrazione e l’inserimento sociale della famiglia;

  • azioni di supporto alla gestione del menage familiare.



  • Interventi finalizzati a favorire la vita di relazione:

  • coinvolgimento di parenti e vicini;

  • inclusione in interventi di socializzazione e/o di recupero.

  • Interventi  di segretariato sociale:

  • informazioni su diritti e servizi;

  • facilitazione all’accesso alla rete dei servizi territoriali;

  • supporto nello svolgimento pratiche burocratiche;

  • ulteriori supporti.

Sono prestazioni specifiche del Servizio ADE:

  • Interventi educativi rivolti direttamente al minore, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo personale ed i rapporti con i membri del nucleo familiare e del contesto socio – ambientale di riferimento ( sostegno ai compiti, indirizzo nelle relazioni con il gruppo dei pari,etc...).

Percorsi per l’autonomia e il contrasto al DSA.

  • Interventi di sostegno alla famiglia nello svolgimento delle sue funzioni educative e di cura :

  • educazione all'ascolto e comprensione dei bisogni del minore;

  • definizione condivisa e la reciproca osservazione delle regole educative;

  • funzione di mediazione delle relazioni familiari;

  • sostegno ai genitori nell'imparare a gestire il rapporto con servizi e istituzioni;

  • funzione di stimolo e traduzione pratica nella gestione delle risorse e dell'organizzazione familiare, dei principi educativi e del rispetto dei componenti il nucleo;

  • acquisizione di idonei strumenti atti al sostegno della quotidianità per la garanzia delle condizioni igieniche dell’ambiente domestico.

  • Attività di collaborazione con le agenzie educative e ricreative del territorio:

  • con la scuola e  il doposcuola - laddove esista - con definizione linee guida PEI;

  • con i genitori, a supporto nei rapporti con il personale docente in occasione delle udienze;

  • con l'oratorio, le società sportive e culturali, i Centri di Aggregazione, i centri estivi per favorire la partecipazione del minore  e la sua integrazione/appartenenza a gruppi di pari.


  • Interventi di promozione dell'autonomia dei genitori

  • accesso a prestazioni e servizi socio-sanitari;

  • funzione di collegamento con la rete formale e informale di supporto alla famiglia;

  • accesso a percorsi formativi per l’acquisizione delle competenze genitoriali;

  • accesso a prestazioni di mediazione familiare atte a dirimere eventuali contrasti.



  • Attività connesse alle funzioni di tutela

  • osservazione/monitoraggio dell'adeguatezza delle funzioni genitoriali,

  • coordinamento sistematico con il Servizio Sociale Territoriale sull'andamento del progetto di Educativa Domiciliare per Minori e con il Servizio Tutela Minori (nelle situazioni sottoposte a decreto del Tribunale per i Minorenni).

Le azioni educative sono ampliate in un’ ottica di prevenzione riguardante:

  • interventi di prevenzione nell’educazione alimentare

  • interventi di prevenzione al contrasto di uso di stupefacenti e alcool

  • interventi di prevenzione e responsabilizzazione alla guida sicura

FIGURE PROFESSIONALI IMPEGNATE NEL SERVIZIO

Psicologo con iscrizione all’Albo professionale e comprovata esperienza nel coordinamento e nel settore oggetto dell’appalto.

Principali funzioni:

• concorrere alla definizione del PEI per gli aspetti relazionali e comunicativi;

• rilevare elementi di disagio nel minore rispetto alla convivenza nel contesto familiare;

• ascoltare, orientare ed indirizzare l’utente verso percorsi di riconversione psico-relazionale;

• costruire linee di azione metodiche e scientificamente comprovate;

• interagire con gli operatori del servizio, orientandoli e prevenendo il burn out.


Educatori professionali, laureati in scienze dell’educazione, o titoli di laurea equipollenti, con comprovata esperienza specifica nel settore oggetto dell’appalto

Principali funzioni:

• garantire alle famiglie e ai minori un supporto educativo costante, anche, attraverso la metodologia del tutoring individuale.

• garantire alle famiglie e ai minori un ventaglio di opportunità concrete di inclusione nel tessuto sociale di appartenenza, volte a stimolare  processi di responsabilizzazione, quali azioni di orientamento, tirocini formativi (d’intesa con i servizi e il Centro per l’Impiego), attività sportive, azioni di formazione  professionale, di socializzazione, ecc.

ED INOLTRE OVE SI RISCONTRI LA NECESSITA’:

    • Educatori professionali, specializzati negli interventi di DSA, sull’autismo ed Educatori ex dm 520/1998 per minori con problematiche psico-sociali (cfr- ART. 87 BIS RR 4/2007)

    • Assistente sociale con iscrizione all’albo professionale e comprovata esperienza pluriennale

    • Mediatore Familiare/scolastico/sociale

    • Legale

    • Sociologo

    • Mediatori Linguistico Culturali

Reclami

Le famiglie e quanti sono a contatto con il servizio e che ritengano di aver individuato disservizi che violano i principi dettati dalla legge e disciplinati dagli art. 87 bis Reg.PUGLIA n. 4/2007, possono liberamente presentare reclamo scritto al quale l’equipe si impegna a rispondere entro 30 gg.

I reclami devono essere espressi in forma scritta attraverso un apposito modulo prestampato e offerto dalla cooperativa a cui è affidato il servizio.

La risposta sarà fornita solo ed esclusivamente nei casi in cui all’interno del reclamo siano chiaramente indicati:

    1. Dati anagrafici del preponente (cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza)

    2. Qualità del preponente (utente, genitore, familiare etc..);

    3. Data e firma del preponente